martedì 8 agosto 2017

UNA BIRRA PER HARLOCK

Un piccolo produttore francese pubblicizza una birra "strettamente riservata ai pirati dello spazio". Non è chiaro se sia su licenza. Comunque, l'etichetta riporta un'immagine di Harlock (che tuttavia dovrebbe preferire il vino), chiamato Albator in Francia. Qui il sito.

mercoledì 2 agosto 2017

PUBBLICITÀ

Una pubblicità degli anni 80 per la Sony, che utilizza i disegni, e la tipica "tecnologia a oblò" del sensei Leiji Matsumoto.

venerdì 21 luglio 2017

CARTOLINE FUTURISTICHE

Cartoline dal particolare design dedicate al Galaxy Express. Acquistabili presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.


mercoledì 21 giugno 2017

IO ERRO LUNGO LA ROTTA DELLE STELLE

La cartolina vintage che vedete è acquistabile (come molte altre legate alle serie di Leiji Matsumoto) presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.


“Io… mi batto solo per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare. Lotto solamente per gli ideali che ho nel cuore. Io erro lungo le rotte delle stelle… la gente mi chiama Capitan Harlock… nell’oscuro mare stellare, nello spazio infinito e senza domani, finchè ci sarà anche un unico sole che arde nel cosmo, io vivrò in libertà sotto il mio vessillo. Io vago per i confni dello spazio… la gente mi chiama Capitan Harlock… il “black jack” è issato sulla mia nave, e con questa bandiera che sventola tra le stelle, io vivo in libertà. L’universo è la mia casa… la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene… la mia bandiera è un simbolo di libertà.”


lunedì 1 maggio 2017

COSMO DRAGOON

Se un uomo con una comune pistola incontra un uomo con una Cosmo Dragoon, l'uomo con la pistola è un uomo morto.








mercoledì 19 aprile 2017

MAPPE & BUSSOLE, COMPUTER & TELESCOPI


Ai tempi degli antichi pirati terrestri la navigazione non era cosa semplice. Per orientarsi, individuare la propria posizione, tracciare una rotta i pirati potevano contare su pochissimi strumenti, talvolta poco precisi. C’era la bussola, il cui ago indigava la direzione nord. I cannocchiali, con cui stimare drezione e distanza utilizzando le nuvole e gli uccelli. La balestriglia, complesso strumento ad aste con cui osservare il sole per valutare la latitudine. Ma gli strumenti più preziosi, ambiti da qualsiasi capitano, restavano delle mappe precise, in cui fossero riportati terre, insenature, porti, scogli affioranti e ogni altro punto di riferimento o pericolo presente in mare. I libri che raccoglievano le carte nautiche erano detti “portolani” e spesso i pirati per ottenerli dovevano rubarli a qualche vascello abbordato, dopodiché li conservavano come veri e propri tesori. Per i pirati i i piloti esperti, in grado di manovrare una nave con strumenti così limitati e indicazioni approssimative, erano veri e propri “artisti del mare”. La navigazione per loro restava affidata in buona parte all’esperienza, al senso comune e a una buona dose di fortuna. E se la latitudine, grazie al sole, poteva essere calcolata con una certa accuratezza, la longitudine restava spesso un’incognita. Talvolta l’aspetto più duro del lavoro del pirata non era scontrarsi con una ave nemica, ma riuscire a trovarla nella vastità dei mari!
Ai tempi di Capitan Harlock, nel trentesimo secolo, la tecnologia ha fornito ai navigatori, che si spostano tra le stelle invece che sui mari, strumenti pressoché infallibili. Stabilire la rotta nello spazio è un compito che spetta sempre al capitano, ma i complessi calcoli che comporta sono affidati a sofisticatissimi computer di bordo. Quello dell’Arcadia, in particolare, è decisamente avanzato, nonché dotato di qualcosa di estremamente umano: l’anima e l’intelligenza del suo costruttore Tochiro, grande amico di Harlock, fusosi per sempre con la sua creazione più sorprendente, l’Arcadia appunto, al momento della sua morte fisica. Riguardo alle mappe, continuano a esistere, ma il più delle volte non sono su carta bensì elettroniche, file di computer visionabili su schermi giganteschi, grazie ai quali è possibile osservare ogni angolo del cosmo, perlomeno di quello già conosciuto. Niente pù cannocchiali, bensì avveniristici telescopi. Niente bussole e niente sole per orientarsi, ma ammassi stellari, nebulose, radiofari, rotte spaziali. Tra decine di indicatori, oblò, luci lampeggianti, apparecchiature elettroniche, lancette, scritte luminose, i compiti dei pirati dello spazio si sono decisamente semplificati rispetto a quelli dei loro colleghi di oltre mille anni prima, ma i pericoli che devono affrontare sono diventati ancora più grandi.

sabato 14 gennaio 2017

DANGUARD ACE


Prometeo è il leggendario decimo pianeta del sistema solare su cui gli uomini vorrebbero trasferirsi, lasciando una Terra seriamente danneggiata dall'inquinamento. A guidare tale progetto è il Dottor Oedo, ma a ostacolarlo vi è il perfido Fürher Doppler, col medesimo obiettivo ma diversa finalità: trasferire su Prometeo solo un'elite di suo scelta e sotto il suo dispotico comando. Il protagonista Takuma Ichimonji è preposto a fermare il malvagio scienziato, ma per farlo deve prima addestrarsi alla guida del robot gigante Danguard A.
Buona parte di questo manga del 1977 ruota attorno al duro addestramento del protagonista e al rapporto col suo severissimo istruttore, dal volto celato da una maschera di ferro. L’autore infonde una particolare atmosfera malinconica alla serie, inserendo anche un'innovazione data dal robot. Danguard A è infatti trasformabile in un enorme caccia, dando vita a un nuovo stereotipo del genere che verrà presto copiato.
Nel 1977 il manga è trasformato in una serie animata dal differente sviluppo narrativo.

©Leiji Matsumoto

Le immagini questo post sono di un disco a 45  giri della serie animata, acquistabile (come molti altri) presso fioridiciliegioadriana@gmail.com